3 Dicembre 1994 

A Lucca il 1° Convegno Nazionale "I paraplegici piloti di volo a vela"

Sono intervenuti tra gli altri:

Si pubblica il seguente articolo tratto da DM* 142 - giugno 2001.

Senza limiti

di Annalisa Gadaleta

Qualche tempo fa, fu il generale Vincenzo Camporini a parlare di Stefano Zuccarini, primo disabile italiano a conseguire, nel 1996, l'attestato di allievo pilota d'aereo (Imparare a volare, DM 138, settembre 1999). E' oggi Annalisa Gadaleta a raccontare più ampiamente una bella storia di volontà e di coraggio. E se per Stefano superare i propri limiti ha coinciso con l'acquisizione del brevetto di volo, per altre persone disabili "conquistare le ali" può essere un atto molto più quotidiano.

Cerca sponsor Stefano. Per proseguire, tra le nuvole, la sua splendida avventura, gareggiando a livelli sempre più alti. Le sue sono competizioni con gli altri, come accade a ogni atleta, ma anche con se stesso, per quella sensazione piena e insostituibile di libertà che prova quando vola.

Stefano Zuccarini, giovane e apprezzato avvocato di Foligno, è infatti il primo - e al momento il solo - disabile italiano ad aver conseguito il brevetto di volo su aliante, nonché l'unico pilota acrobatico disabile al mondo. Finora ha vissuto intensamente, attimo dopo attimo. Studi brillanti, obiettivi professionali importanti, tanti interessi e una gran voglia, forte e incessante, di superare sempre nuovi limiti. Ma in pochi istanti quella voglia di vivere ha rischiato di incrinarsi.

"Nove anni fa - racconta Stefano - una mattina di settembre, la mia moto mi ha tradito. Una curva, una recinzione che si avvicina vorticosamente, un colpo violentissimo che mi toglie il respiro e mi precipita sull'asfalto freddo. Capisco subito che questa volta l'ho combinata grossa; le persone intorno a me si chiudono gli occhi per non vedere. Qualche settimana dopo ascolto la sentenza più dura della mia vita, fatta di sigle e di parole a me sconosciute: D10, D11, D12, lesione completa... Gli occhi dei miei genitori confermano i miei più oscuri pensieri e l'essere ancora in vita non mi consola affatto, tutt'altro. Il mio corpo, abituato a misurarsi con pareti rocciose e tortuose piste da motocross, ora deve arrendersi ad una sedia a rotelle. Lo spazio intorno a me, una volta facile preda della mia curiosità, è ora diventato un nemico invincibile e odioso, causa di continue frustrazioni".

"Un pomeriggio del 1993 - continua Stefano - un amico freeclimber, Claudio, mi chiama al telefono: ha una sorpresa per me. Mezz'ora dopo varco il cancello dell'aeroporto della mia città e con una certa apprensione mi avvicino a Claudio che mi sta aspettando insieme ad un ragazzo con un cappellino in testa. `Indossa il paracadute', mi dice, `è obbligatorio sull'aliante!'. `Alia... che?", balbetto io, mentre mi allacciano le cinture di sicurezza e solo in quel momento mi rendo conto che sarà proprio quell'elegante e affusolato `gabbiano di fibra di vetro', sul quale sono salito, a portarmi in cielo. Ricordo lo strattone al momento dello sgancio e il sorriso rassicurante del ragazzo col cappellino. Poi il fruscio del vento e il tepore del sole sul viso, unici meravigliosi commenti al paesaggio che scorre sotto di me".

Quel momento ha segnato l'inizio di un volo denso di emozioni, ma anche di una meravigliosa favola dei nostri giorni che delle favole non ha però quel sapore vago e amaro di irrealtà. Stefano, infatti, ha deciso di conseguire il brevetto di volo su aliante, possibilità inesistente in Italia, ed è cominciata quindi la sua faticosa e lunga battaglia per la conquista delle... ali. Insieme ad altri amici ostinati, ha anche costituito l'European Flight Association, l'associazione che si propone la diffusione del volo in aliante, in particolar modo nei confronti di persone disabili. Tra i soci fondatori c'è anche Pietro Filippini, bravissimo pilota acrobatico, che di Stefano è stato l'istruttore durante il periodo di addestramento, oltre che un prezioso alleato durante la sua battaglia.

I problemi da affrontare non sono certamente mancati, anzi, sono stati infiniti. Difficoltà di tipo legale e burocratico hanno, al solito, reso irto di ostacoli l'esercizio di un diritto per una persona disabile, mentre le difficoltà tecniche alla fine sono state risolte con la modifica da parte della casa produttrice di un aliante veleggiatore messo a disposizione dall'Aeroclub di Viterbo e reso in tal modo utilizzabile anche da chi non ha l'uso degli arti inferiori e da chi disabile non è.

Nel novembre del 1996, dopo il consueto corso di preparazione, Stefano ha finalmente sostenuto e superato l'esame, conseguendo il brevetto di volo in aliante.

"Sentii un clic alle mie spalle - ricorda Stefano - erano le cinture di sicurezza di Pietro, il mio istruttore, che si slacciavano. Scese dall'aliante, richiudendo con cura la cappottina di plexiglas dell'abitacolo posteriore. Avrei voluto che mi parlasse, invece mi guardò e non disse nulla. Era il momento della verità: decollo solista. Stavo per diventare il primo disabile a conseguire un brevetto di volo... Non avevo tempo per la paura: strumenti controllati, cavo teso, ala su, `Victor-Papa pronto al decollo' alla radio e immersione in una nuvola di polvere alzata dall'elica del traino. Altimetro 1.200. Sgancio! Ero di nuovo padrone del mio destino, finalmente in armonia con lo spazio intorno a me. Una volta atterrato, Pietro mi venne incontro. Aveva gli occhi lucidi, era l'uomo che letteralmente mi aveva dato le ali! In silenzio ci abbracciammo forte".

La storia di Stefano, con le sue emozioni forti e ineguagliabili, potrebbe verosimilmente essere quella di molti altri, o così sicuramente vorremmo. La procedura messa a punto dall'ente preposto è infatti utilizzabile da tutte le persone con disabilità psicofisica - purché stabilizzata e non evolutiva - interessate a conseguire questo tipo di brevetto. A tal fine è necessario ottenere dall'Istituto di Medicina Legale dell'Aeronautica il nullaosta alla prova tecnica di volo su aliante opportunamente modificato e poi bisogna ovviamente sostenere il corso d'addestramento e superare l'esame alla presenza di un ispettore di Civilavia. Gli unici due aeroclub italiani a possedere un aliante adattato e a poter tenere corsi aperti anche a persone disabili sono quelli di Viterbo e di Lucca Tassignano. Ci si augura che ne seguiranno molti altri.

E del resto quel giorno di novembre, importante e indimenticabile per il suo protagonista, è stato solo il primo di tanti successi. Nel 1998, infatti, Zuccarini ha conseguito l'abilitazione per l'acrobazia e ha partecipato nel luglio dello stesso anno al Campionato Italiano di Acrobazia in Aliante, nella categoria Promozione, vincendolo. Più di recente, si è classificato terzo al VI Campionato Italiano Multiclasse, Classe Club, competendo con i migliori piloti acrobatici italiani. Lui d'altronde vorrebbe dare un seguito alla sua già brillante carriera agonistica, diventando un "illimitato", un pilota cioè di massimo livello, e partecipando ai Campionati Europei e alle Olimpiadi dell'Aria, aliante modificato permettendo.

E poi, già quel termine, quel voler essere "illimitato" saprebbe tanto di libertà riconquistata...

*DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8021002 - Fax (049) 8022509 e-mail: redazionedm@uildm.it